Naturalmente artificiale

Matteo e Armen si conoscono da tempo. Per loro la fotografia è anche un lavoro; prima di tutto una passione. Guardando a loro scatti recenti, e meno recenti, si sono resi conto di un tratto in comune. La sublimazione data da un impedimento, un diaframma, a volte cercato, sperato, allineato, strumentalmente e artificialmente disegnato sull'oggetto da ritrarre. Che si tratti poi di un paesaggio o di un'architettura questo poco importa.

Gli esiti di questo lavoro, ricercato e selezionato, sono raccolti in questa mostra “Diaframmi Visuali”, per la quale si sono trovati molto vicini per alcuni aspetti, ma anche distanti per altri. Non si può dire una mostra doppia; si può e si deve parlare di una messa in scena di interpretazioni su un tema.
Quello del diaframma, delle reti, dei fili, delle cancellate o delle transenne che incorniciano, sfuocano o addirittura esaltano lo sfondo (in un continuo rimando logico che mette in risalto l'ostacolo visivo e la preda dichiarata dell'immagine), è il tema o l'artificio della mostra. Gli esiti diversi e interessanti sono le personalità degli autori che dalla scelta dei soggetti al gioco quasi maniacale di allineamenti che portano a risultati inattesi, navigano tra oggetti anonimi e universalmente noti con il linguaggio della griglia. Razionalista o romantica che sia.

Si diceva delle personalità degli autori, che è stato bello scoprire e riscoprire oltre a un rapporto di amicizia, come spesso si conviene, davanti a un piatto di pasta e un bicchiere di vino, all'osteria. Interessante cogliere dinamiche di desistenza, reciproci riconoscimenti e soprattutto letture immediate, anche se sicuramente sedimentate, del lavoro dell' “altro”. Il tutto sicuramente reso possibile da mitezza e serena consapevolezza di personalità che non approcciano la professione con la maschera del superomismo e che preferiscono trincerarsi dietro l'autoironia per non scadere nella faticosa autoaffermazione.

Ciò non impedisce e non ha impedito esiti assolutamente personali e unici, dove ognuno potrà trovare e leggere, in piani diversi ma strettamente interconnessi, tracce del vissuto quotidiano.
E nel concetto di sublimazione dato dal diaframma, gioca ovviamente un ruolo fondamentale il tempo. Quello che porta le ombre in determinati allineamenti per Cirenei, o quello, anche meteorologico, che disegna nubi o ombre lunghe per Casnati. Queste foto raccontano di sopralluoghi reiterati, di passaggi (spesso in velocipede) davanti al soggetto e dietro il diaframma per Cirenei; così come viaggi consumati nell'attesa dell'attimo giusto e numerosi riappostamenti per Casnati.
Un tempo che gli autori ci restituiscono e regalano in scatti senza tempo, rigorosamente in bianco nero e che ci impegnano non solo in una lettura ma in una interpretazione e ricerca di vedute che per gli autori sono così e non potevano che essere così, mentre sono sicuro che il pubblico si stia già chiedendo come sarebbe stato quel famoso grattacielo o quello specchio d'acqua se solo...

Giorgio Tartaro

 

 
Catalogo mostra "Diaframmi Visuali"24 Settembre - 31 Ottobre 2009, Milano (Testo del curatore, Giorgio Tartaro)