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"Nell' ambito dei numerosi eventi programmati in concomitanza con la passata edizione del Salone del mobile di Milano, presso il nuovo spazio d'arredo 'Pit 21' è stata organizzata una collettiva dal titolo 'spazio e contaminazione'. Nuove collezioni di mobili e altri complementi d'arredo sono state presentate assieme a opere di scultori e di artigiani del mosaico, della pietra e della cartapesta in un percorso espositivo guidato da undici gigantografie di foto di architettura realizzate da Matteo Cirenei e interpretate dai designer Alessandro Banas e Massimo Duroni. Il tema della contaminazione nasce appunto dall'idea di far convivere il mondo del design con quello dell'arte e della sperimentazione fotografica. Interessante prova di connubio tra preziose tecniche artistiche (scultura, ceramica, mosaico, smalto, tessitura) e libertà di stili nella realizzazione di arredi sia di fattura artigianale, sia di produzione industriale. La contaminazione tra design e fotografia ideata da Matteo Cirenei con Alessandro Banas e Massimo Duroni si è quindi tradotta in un dialogo tra fotografie di architettura e insoliti supporti espositivi appositamente ritagliati attorno ai soggetti scelti. E' così nato un confronto connubio tra immagini dinamiche, caratterizzate da prospettive esasperate, e forme sinuose ed eleganti delle opere di ebanisteria di Alessandro Banas da un lato e un design essenziale e 'povero' (a volte anche troppo) delle combinazioni tra metallo, pietra e materiali di sintesi studiate e realizzate invece da Massimo Duroni. Il comune denominatore delle fotografie presentate è dato dalla ricerca di una prospettiva di tipo architettonico che si distingue per l'essenzialità di forme esaltate da angolazioni che tendono a mettere in risalto le principali linee di forza del soggetto e attraverso la ricerca di una accentuata 'grafica fotografica' nel momento in cui il soggetto è particolarmente lineare. In un'era che sta rapidamente volgendo verso il dominio dell'elettronica, dell'artificialità e del virtuale, gli scatti proposti ci riportano, fortunatamente, nella solida dimensione del concreto. Concreta è infatti la tecnica adottata che fa riferimento esclusivo all'impiego di un mezzo completamente meccanico e che rifiuta qualsiasi intervento sia in fase di presa sia in quella di restituzione. Estremamente 'fisico', di conseguenza, è il legame con i soggetti fotografati. Evviva la contaminazione!" |